#iorestoacasa… e poi

#iorestoacasa… e poi

Riflessioni sulla pandemia.

Tante persone non hanno mancato di sottolineare i comportamenti irresponsabili che certamente hanno facilitato la diffusione del virus. Pensiamo alla movida del sabato sera, alle fughe in treno di notte, alla gente ammassata al parco, all’assalto ai supermercati…

Ma di contraltare a tanta negatività sono successe anche cose straordinarie.

E’ straordinario che in due giorni vengano raccolti più di 4 milioni di euro per l’acquisto di materiale sanitario, che ai Consigli di Quartiere arrivino tante offerte di aiuto per portare la spesa alle persone fragili, che i commercianti, le aziende, i professionisti decidano di sospendere le loro attività, non per decreto, ma per senso civico.

E’ straordinaria l’abnegazione di tutto il personale sanitario, volontari compresi  e il funzionamento del sistema sanitario regionale.

Così come erano impensabili la digitalizzazione della scuola o la diffusione dello smart-working.

Adesso le cose cambieranno ulteriormente. Un nuovo decreto è stato approvato, ordinanze comunali sempre più stringenti avranno effetto.

Così nasce più tempo per pensare cosa potrà succedere dopo questo sconvolgimento totale.

Se da una parte è un incubo bell’e buono, facilitato da molto egoismo, dall’altra ci sembra di sognare. Vorremmo che passasse il contagio e ci svegliassimo ancora così generosi e civici, con competenze nuove e più moderne.

Vorremmo poterci ricordare di passare a prendere un caffè nel bar che ha chiuso con tanta fatica, vorremmo andare a comprare un paio di scarpe o un vestito in quel negozio che ha appeso il suo cartello con scritto “andrà tutto bene”. Perché hanno saputo pensare alla nostra salute oltre che al loro profitto (o forse alla loro sopravvivenza commerciale?).

Vorremmo che i volontari per un mese diventassero permanenti.

Vorremmo che la generosità non si fermasse al cessare dell’emergenza, che le reti costruite seppur frettolosamente non si disgregassero.

Perché domani, tra le macerie “post-belliche” che Covid-19 ci lascerà, per ripartire servirà un’unità che il Paese ha saputo dimostrare solo in pochi altri momenti storici, quali la resistenza, la ricostruzione, gli anni del terrorismo.

Consideriamo la solidarietà che si sta creando un piccolo seme per il futuro.

Se credete che sia possibile per la nostra società risvegliarsi migliore, vi chiediamo di condividere con noi le vostre riflessioni e le piccole o grandi storie positive di questo periodo.

Le pubblicheremo volentieri.