ECONOMIA CIRCOLARE ALLE “X GIORNATE”

ECONOMIA CIRCOLARE ALLE “X GIORNATE”

A volte accade che la periferia – ammesso sia tale – diventi centro.

La mattina del 21 settembre scorso Iseo è stata al “centro” del calendario delle “X Giornate” di Brescia.

All’Istituto Antonietti, ospiti del bravissimo e dinamico dirigente Diego Parzani, con l’introduzione e la conduzione di Daniele Alberti, è stato affrontato in modo agile e incisivo il tema dell’economia circolare davanti a un pubblico attentissimo e partecipe di 350 ragazzi.

Piattaforma civica aveva dato una mano a elaborare alcune idee su contenuti e modalità dell’incontro e a scegliere qualche ospite, lavorando dietro le quinte (il nostro grazie a Daniele Alberti per averlo ricordato ai presenti dal palco).

Cinque le voci che con ritmi serrati (sette minuti a testa) e ottima sintesi si sono alternate, affrontando da vie di approccio diverse il tema della “rimessa in circolo” dei beni e delle persone.

A Marco Caffi, professore a UniBS e vice presidente della rete europea del World Green Building Council, il compito di introdurre il tema dell’economia circolare, il cui fine è recuperare, trasformare i beni usati in nuove risorse, andando oltre il modello della vecchia “economia lineare”, quella del consumo di beni senza ritorno. Oltre a schemi e grafici riassuntivi molto chiari, esempi virtuosi, inviti a “buone pratiche”, il relatore ha usato l’efficace immagine dell’astronave, a bordo della quale tutti sanno che le risorse sono limitate e devono bastare per il viaggio: così deve o dovrebbe essere rispetto alla Terra.

Carmine Trecroci, anche lui professore a UniBS, già presidente a di Legambiente Brescia, ha invece spiegato il concetto di sostenibilità, insistendo sulla correlazione tra comportamenti dei singoli e le sorti del pianeta e calando il tema nella dimensione locale sia con un video sullo scioglimento del ghiacciaio dell’Adamellohttps://drive.google.com/open?id=1vRax4aDLdfVKP7NmsI9w17FDJpeJvC3Z – destinato in pochi decenni a scomparire – sia con una mappa del lago d’Iseo che attesta una progressiva “de-ossigenazione” delle acque, che significa progressiva scomparsa della vita nel lago con ovvie conseguenze anche sull’economia, ad esempio la produzione del Franciacorta.

Sono poi seguiti gli interventi su tre esempi di circolarità.

Marco Baresi di Turboden ha illustrato l’intelligente progetto realizzato in città, grazie al quale il calore dei fumi del forno elettrico dell’acciaieria Ori Martin, per la prima volta in Italia, viene recuperato per produrre energia elettrica per l’autoconsumo ed energia termica, ceduta alla rete del teleriscaldamento.

Arturo Bernardelli ha raccontato che cosa fanno alla Bernardelli Group: recupero di rifiuti inerti, soprattutto dalle demolizioni edili e stradali (come nel caso di un ponte sulla tangenziale, costruito decenni fa da Bernardelli-padre, demolito e trasformato in “new jersey” stradali da Bernardelli-figlio), utilizzando consapevolmente le materie prime e realizzando prodotti e manufatti duraturi e facilmente riutilizzabili.

Ultimo ma non ultimo, Stefano Salvoni, presidente della cooperativa Tonini Boninsegna che si occupa di promozione umana e integrazione sociale di persone con disabilità intellettiva, dando loro speranza e fiducia in se stessi.

Un video molto “forte” ha spiegato meglio di ogni descrizione che cosa fanno alla Tonini Boninsegna.

Non è stato fuori tema l’intervento di Salvoni, perché ci ha ricordato che esiste anche una circolarità “umana” e sociale, una messa a frutto delle capacità anche delle persone meno fortunate e che stanno ai margini, nelle “periferie esistenziali”. In fondo è una declinazione di uno dei compiti che spettano alla Repubblica secondo la Costituzione (art. 3): fare tutto quanto possibile per limitare le diseguaglianze favorendo il pieno sviluppo della persona. Se poi a farlo è una fondazione privata, vuol dire che si stanno attuando i principi di sussidiarietà e di corresponsabilità.

I ragazzi dell’Antonietti di Iseo – con le loro domande, gli interventi e l’attenzione tenuta per due ore – hanno dimostrato di avere pienamente colto il messaggio e compreso dunque che cosa significhi avere consapevolezza e sentire la responsabilità collettiva delle sorti future della terra e dell’umanità.