Le strade scolastiche

Le strade scolastiche

Un apprezzabile esperimento nella Settimana europea della mobilità sostenibile.

Dal 16 al 22 settembre, nell’ambito delle iniziative per la Settimana europea della mobilità, il Comune di Brescia ha proposta la chiusura al traffico veicolare nelle fasce orarie 7:40 – 8:40 e 15:40 – 16:20 davanti a quattro scuole della nostra città.

Si è realizzato così un primo esperimento di “strade scolastiche”.
Una strada scolastica è una strada (o un piazzale) in prossimità di una scuola, in cui è (temporaneamente durante gli orari di entrata e uscita da scuola o in modo permanente) proibito il traffico degli autoveicoli in modo che tutti possano raggiungere la scuola in sicurezza a piedi o in bicicletta. Il transito viene consentito a pedoni, bici, mezzi per il trasporto dei disabili e eventualmente scuolabus. Per maggiori informazioni  https://www.stradescolastiche.it/

L’esperienza, già diffusa nel Nord Europa, è stata sostenuta da Legambiente e F.I.A.B, che con i loro volontari hanno contribuito al presidio della chiusura delle strade.
Legambiente nella primavera scorsa aveva già organizzato dei flash mob davanti alla scuola 28 maggio – Lana e davanti al liceo Calini, dove la pista ciclabile antistante è usata come parcheggio nelle ore di consegna e prelievo dei bambini e ragazzi.

I Comitati Genitori dell’Istituto Nord1 si erano dimostrati sostenitori della chiusura almeno temporanea del traffico veicolare, non solo davanti alle scuole 28 maggio – Lana e Casazza, interessate da questa sperimentazione settembrina, ma anche negli altri plessi dell’Istituto, avendo già suggerito al Comune nel maggio 2018 questa iniziativa.

Le ragioni di questa scelta sono molteplici. Innanzitutto la sicurezza dei bambini, quella stessa che vorremmo tutelare portandoli fino al cancello della scuola, senza però scommettere sulla loro autonomia.
Non sono meno importanti però la tutela dell’ambiente (favorendo la mobilità attiva si diminuisce anche lo smog) e conseguentemente della salute dei nostri figli.

Sicuramente i grandi qualche mugugno l’hanno fatto, ma il bilancio di questa sperimentazione è stato positivo e invitiamo il Comune a perseverare, coinvolgendo al massimo le famiglie, sia attraverso i Consigli di Quartiere sia attraverso le associazioni dei genitori.