Pedonale è …..creare legami

Pedonale è …..creare legami

Da pochi giorni piazzale Arnaldo è inserita ufficialmente nella lista delle aree pedonali in città .

Ma ai bresciani piace la visione di un centro storico pedonale?

A giudicare dalla bulimica proliferazione e frequentazione di piccoli e grandi centri commerciali,  passeggiare e fare shopping in sicurezza piace. Eppure, ancora una volta, la scelta di piazzale Arnaldo, per come formulata, divide i residenti tra favorevoli e contrari.

C’è chi pensa che una piazza pedonalizzata sia uno spazio recuperato alla città, il problema è che spesso si prende una decisione “esemplare” sottovalutando le conseguenze del traffico deviato.

C’è chi pensa che sia una sperimentazione con una viabilità non ben progettata e concepita solo per i locali e per allargare i plateatici. “Vedremo quest’inverno che vivacità”

C’è chi dice che in tutte le aree pedonali dell’universo i commercianti facciano più affari che in aree a traffico libero.

C’è chi pensa  che i disagi siano superabili dagli effetti positivi… ci vuole solo un po’ di pazienza.

Infine, chi commenta che pedonalizzare è una scelta che si può fare. Chi governa può anche decidere senza informarsi prima (tanto è inutile, come per il metrò), purché in primo luogo sappia assumersi la responsabilità delle proprie scelte e, in secondo luogo, pianifichi e regoli l’uso degli spazi, senza privilegiare gli uni a discapito degli altri.

Girando in Europa è facile osservare che le aree pedonali funzionano e rendono vitale e produttivo il contesto urbano.  Quindi l’idea è buona ma ci chiediamo se il metodo utilizzato sia funzionale e se rispetti i cinque punti raccomandati dal programma europeo URBACT.

In sintesi:

1) Pensa a cosa vuoi fare dello spazio urbano, se vuoi rivitalizzare un centro storico

2) Non saranno i grandi negozi a salvare i centri storici, ma il piccolo commercio di qualità 

3) Portare le auto fuori dai centri storici per renderli più vivibili

4) Rendere i giovani e gli anziani protagonisti del cambiamento del centro storico 

5) Far diventare gli abitanti fieri del luogo in cui vivono

 Nessuno possiede le città” diceva Jane Jacobs 

e questo è quanto mai vero nei centri dove l’azione collettiva può condurre a una riappropriazione collettiva della governance, in cui ciascuno può avere un ruolo decisivo.

La sperimentazione durerà alcuni mesi e in un’ ottica propositiva desideriamo stimolare il dibattito.

Pedonalizzare senza progettazione condivisa e rispetto di tutti i portatori di interesse si può, ma quali conseguenze genera?

Nel caso specifico avviare una pedonalizzazione green  pensando solo ai locali e trascurando la visibilità di altri esercizi commerciali adiacenti e anche un diverso utilizzo aggregativo e culturale della piazza pare aver generato malumori e forti preoccupazioni

Come favorire e conciliare il crescente interesse turistico   con le esigenze dei residenti e commercianti?  

La pedonalizzazione dei centri storici sommata all’incentivazione della mobilità sostenibile rientra negli obiettivi dell’Agenda Urbana della Commissione Europea per la città sostenibili.

Tutti i livelli di pianificazione prevedono per legge un  coinvolgimento degli attori locali, pertanto anche una decisione così “innovativa” all’interno del PUM (Piano Urbano della Mobilità) non si capisce perché non possa essere frutto di un percorso condiviso.

Siamo convinti che il successo di un progetto urbano  passa attraverso il  coinvolgimento dei cittadini, inteso come ascolto dei bisogni.

 E’ fondamentale tracciare un percorso partecipativo a monte di decisioni come questa perché aiuta alla risoluzione anticipata dei conflitti ed è sintomo di collegialità decisionale.

Sarà poi compito dei progettisti ed esperti creare soluzioni che spingono a frequentare quelle aree, a trovarle utili, ben strutturate e nel sentirle un proprio spazio dove poter passeggiare, stare all’aperto e creare così un legame con la cosa pubblica, che porterà i cittadini ad averne cura, rispetto e ad impegnarsi per migliorarle continuamente.