OLTRE LE CAVE

OLTRE LE CAVE

Dal convegno di Piattaforma Civica le linee di un percorso per realizzare il “sogno” del Parco delle Cave

Per Piattaforma Civica era la prima importante uscita dopo il “ritorno alle origini”, fuori dal palazzo, ma sempre profondamente dentro la città, ai suoi temi e ai suoi problemi.

E crediamo di essere ripartiti bene con il convegno Oltre le cave – Scenari di gestione tra nature e città, svoltosi con il contributo di Fondazione ASM e il patrocinio del Comune di Brescia, in due intensissime e partecipate giornate di lavori al Moca, venerdì 22 e sabato 23 febbraio scorsi, coordinati da Pierre-Alain Croset e da Cristina Imbrò.

In verità questa era la seconda tappa del percorso di approfondimento pensato da Piattaforma Civica, il primo dei quali si era svolto a novembre, con un sopralluogo al parco dei relatori e un loro seminario a porte chiuse all’Urban Center con alcuni interlocutori, selezionati tra associazioni, protagonisti del progetto partecipato “Segni sull’Acqua”, dirigenti del Comune.

È stato un convegno “vero”, che ha visto la libera e autentica circolazione di idee dei nostri ospiti, tornati a trovarci da fuori Brescia (Riccardo Gini, Paolo Pileri e Stefano Converso) e da fuori Italia (Jordi Bellmunt e Agata Buscemi), che hanno dialogato con i relatori bresciani (Agostino Pasquali Coluzzi, Miriam Cominelli, Luciano Lussignoli, Stefano Staro, Michela Tiboni).

Alle loro voci si sono unite quelle delle associazioni, degli ordini professionali (architetti e agronomi) e dei consigli di quartiere, che hanno raccontato le rispettive aspirazioni e idee di parco.
Non è mancata l’esposizione di esempi virtuosi di parchi e delle loro gestioni collettive in vari paesi del mondo, affidata a Marco Cillis e, di nuovo, a Jordi Bellmunt.

Il tutto si è svolto alla presenza di numerosi politici locali, sindaco in primis, ma anche dell’assessore Fabio Capra, presente a entrambe le giornate, di cui ha aperto i lavori, come pure Felice Scalvini, presidente della fondazione ASM, che aveva voluto condividere in anticipo percorso e programma dell’iniziativa.

Il convegno sul Parco delle Cave è così diventato in realtà un episodio di crescita civica che potrebbe davvero, sia nel metodo che nei contenuti, rappresentare un punto di riferimento per il futuro cammino del parco.

Quali le indicazioni e quali i pensieri usciti dal convegno?
La premessa è che serve misurare il peso delle forze in gioco e “trovare equilibri” tra libertà della natura di “fare tutto da sé” e intervento dell’uomo, tra destinazioni e funzioni diverse, tra potere politico e direzione autonoma del parco, tra ambizioni programmatiche dichiarate dal Comune e stanziamenti di denaro nelle attuali condizioni di bilancio.
Sono equilibri difficili da calibrare e che, per poter dare al tutto un carattere di necessità e di stabilità, rendono però necessario un esercizio alto dell’arte della politica, nella quale, come in tutte le arti, l’equilibrio è categoria essenziale.

E in proposito sono chiare le linee di azione che il convegno ci indica.
Dopo l’inaugurazione della primissima parte delle aree di cava restituita alla città ad aprile 2018, è ora urgente:

mappare e censire tutto l’esistente, topograficamente e naturalisticamente;
– elaborare un progetto rigoroso del parco e un cronoprogramma negli anni, stanziando via via i fondi necessari avendo la consapevolezza che “il parco è un processo” che si realizza e si svolge nel tempo, incessantemente;
– avere attenzione primaria alle bellezze naturalistiche presenti nella vastissima area del parco (circa 450 ettari d’alternanza fra terra e specchi d’acqua) e alla loro tutela, senza però smarrire consapevolezza e memoria dei luoghi e alle “narrazioni” dell’uso passato del territorio;
– approdare, dal pluralismo delle idee, a una visione unitaria che sappia coniugare destinazioni e fruizioni;
– scrivere regole chiare da applicare con intelligenza e misura, per educare a un uso del parco coerente con l’idea e il progetto;
– ultima ma non ultima, anzi, prima cosa: disegnare e adottare da subito un modello di gestione e di governo “forte”, proiettato verso il futuro e proprio per questo dotato di una significativa autonomia dalla politica e dalle scadenze elettorali, ma che dalla politica riceva in modo chiaro le linee strategiche.

Sul punto si deve allora far tesoro delle parole dette dal Sindaco durante il convegno e ribadite nell’ intervista  apparsa sul Corriere della sera di domenica e cioè che il Parco delle Cave può pure conservare la natura di Parco locale di interesse intercomunale (PLIS) senza trasformarsi in parco regionale: l’importante è però che si doti di un consiglio di amministrazione che orienti dall’alto le decisioni, di un direttore capace, cui attribuire i poteri necessari, di un comitato scientifico e, non ultimi, di “luoghi statutari” di confronto e di ascolto costante delle associazioni e dei portatori d’interesse.

Da oggi inizia il lavoro di “postproduzione” del convegno di Piattaforma civica.

In attesa degli atti veri e propri, per ora la gran parte degli interventi è disponibile sulla pagina Facebook di Piattaforma Civica.

Ma la prima e concreta azione – che ci è stata espressamente chiesto di compiere – è l’elaborazione di un documento di sintesi, che coordini le tante voci che hanno partecipato all’iniziativa, perché anche il convegno e la voce dei suoi protagonisti divengano parte della discussione, in questa fase di confronto sul “patto di collaborazione” per il parco, di cui la Loggia ha da poche settimane presentato il testo alla commissione ambiente e alle associazioni.

Sarà il nostro contributo per realizzare insieme il sogno del Parco delle Cave.