Rettore: i candidati a confronto (3/3)


Scritto da administrator | sabato, 30 aprile, 2016


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Verbali brevi dell'incontro tra i candidati alla carica di Rettore dell'Università di Brescia

Piccolo cambio di ritmo per il terzo quesito: sorteggio di un nuovo ordine di intervista.
La terza domanda, dice Massimo Tedeschi, entra nel cuore dell’incontro di oggi, come voluto da Piattaforma Civica: il rapporto con la città, le opportunità e le interazioni, il campus, il rapporto con l’Ospedale Civile e con il sistema produttivo.

Alessandro Padovani
Confiniamo a Brescia un’università che ha già sedi decentrate a Cremona e Mantova. Siamo già in rapporto con una porzione ben definita di territorio.
La città ha fatto molto e anche l’università per promuovere questi rapporti. Avere un campus poteva essere un’attrattiva in più, ma le risorse per la realizzazione erano cospicue.
La logica del campus diffuso valorizza tutta la città. Al Comune chiederemo di essere con noi per progettare.
Quanto ai rapporti con l’Ospedale Civile: siamo in competizione, le dirigenze guardano all’università con dinamismo, noi dobbiamo offrire un progetto.
Dobbiamo inventare gli studenti del futuro: agli imprenditori chiediamo risorse per innovare.

Maurizio Memo
Piace anche a me il campus diffuso, va formalizzato ampliato e visto. La creatività deve girare.
Per fare un passo indietro, Eulo aveva intravisto un certo futuro. Siamo troppo vicini a Milano e dobbiamo coprire un area fisiologica e naturale, come nelle municipalità dobbiamo convergere.
Quanto agli Spedali civili, il punto positivo è che si stanno formalizzando posizioni dirigenziali a lungo termine, quindi sarà più facile progettare
Ci sono altri aspetti legati alla città che mi preme sottolineare: il CUS, che è parte vitale della città, e la scuola di tutti i livelli, dove l’università può dare un contributo formativo (anche perché in futuro gli studenti saranno più giovani, con la riforma dei cicli di studio)

Rodolfo Faglia
Per quanto riguarda i rapporti con il mondo imprenditoriale, abbiamo a Brescia un fiore all’occhiello, il CSMT, che potrebbe fare differenza. È il luogo perfetto dove si sposa l’indole dei bresciani, dedita al lavoro e alla produttività, con l’afflato universitario dell’internazionalizzazione. Potrebbe essere il trampolino di lancio verso il mondo.
L’idea del campus è bella, è necessario e da sostenere.
Concordo con i miei colleghi per quanto hanno detto sull’Ospedale civile. C’è un difficile rapporto, ritorno alla prima domanda: nella forma di governo che prevedo ci sarebbe una figura apposita che governi i rapporti tra ospedale e università per creare sinergia,

Riccardo Leonardi
Dobbiamo essere al servizio della città e del territorio, per lo sviluppo bisogna creare ponti, anche a livello internazionale, che aiutano a crescere ulteriormente.
Lo scambio deve essere richiamato con regolarità, anche con la realtà industriale.
Quanto al campus diffuso, ci vuole convinzione di essere studenti dell’Università di Brescia, deve esserci questa sensibilità diffusa.
Per quanto riguarda gli Spedali civili, sarebbe necessario individuare città di dimensioni pari alla nostra che abbiano un nosocomio in contatto con università per confrontare le buone pratiche.

Saverio Regasto
Se il nostro ateneo di denominasse “Università di Brescia e della Lombardia orientale” darebbe già un’idea del bacino di utenza.
Campus diffuso lo abbiamo già. Ci sono almeno duecento vani liberi del Comune che aspettano di essere ristrutturati per essere usati dagli studenti, ma ci vorrebbero canoni competitivi rispetto a quelli di mercato.
Con gli Spedali civili il rapporto ha avuto momenti dialettici, per usare un eufemismo, ma è un rapporto che va curato di più e meglio, perché nell’ospedale non si produca solo la cura, ma anche la formazione di nuove generazioni di medici.
Dobbiamo fornire supporto alle imprese del territorio: l’imprenditore deve poter innovare sulla base di una ricerca scientifica degna.

Maurizio Tira
Le università come la nostra, di dimensioni medie, hanno rapporti più stretti con il territorio. In centro centro storico la presenza dell’Università è già stata traino di quella che oggi si ama definire rigenerazione urbana, anche se il campus rappresenta una ferita per via delle risorse che non si sono trovate.
A Mompiano, poi, abbiamo l’altro grande centro universitario, anche se Via Branze è un “errore urbanistico”, poiché trancia in due le università di ingegneria e medicina, che dovrebbero invece poter essere collegate.
Per quanto riguarda l’Ospedale civile, è necessaria una programmazione di lungo periodo con personale dedicato, in primo luogo però serve un rettore autorevole.
Per il rapporto con il mondo lavoro, il CMST ha bisogno di riforma, il Sintef di Trondheim in Norvegia potrebbe essere un buon modello. Anche con i professionisti il dialogo deve continuare.

Gianpaolo Beretta
La terza missione dell’università potrebbero essere proprio le attività che la mettono in relazione con il mondo esterno. L’Università deve contribuire alla formazione del tessuto territoriale.
La componente umanistica della nostra Università potrebbe essere utile per formare una coscienza anti-corruzione nella società.
Il rapporto con l’Ospedale ha un ruolo sano, quello di promuovere la ricerca di base che potrebbe portare i risultati migliori, invece è definanziata rispetto alla ricerca applicata. È compito del rettore vigilare e contrastare questa politica suicida.
Ai Dottorati di ricerca bisogna dare ossigeno perché saranno essenziali per il futuro dell’economia.

Emilio Sardini
Nei rapporti con città il compito istituzionale dell’Università sarebbe quello di promozione di eventi culturali, di valorizzazione del patrimonio e di divulgazione scientifica.Se lavoriamo insieme ne traiamo vantaggio reciproco.
Per quanto riguarda il rapporto con il mondo del lavoro, le risorse sono importanti ed è sensibile allo sviluppo la valorizzazione economica della conoscenza, che è in grado di produrre oggetti. E il fenomeno dell’avanzamento della conoscenza: serve all’università per fare altra conoscenza.
Si produce con il sostegno di molteplici processi: registrazione di brevetti, nascita di start up, il Csmt.
Sul mondo lavoro abbiamo buone percentuali, dobbiamo mantenere gli stages e il dottorato di ricerca industriale, utilizzando iniziative anche del Miur e di Confindustria.

Claudio Teodori
Il tasso di innovazione di un territorio dipende dal rapporto con l’università: questa deve raccogliere idee e rilasciare sviluppo. Bisogna entrare nella città e avere un ruolo importante.
Nel rapporto con mondo industriale il Csmt ha un ruolo fondamentale nell’attrarre la necessità di ricerca e mettere insieme le competenze per dare risposte a problemi complessi.
Ho l’impressione che la città non sappia ancora con precisione tutto quello che facciamo, quindi c’è una necessità di maggiore trasmissione.

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Per finire Maurizio Tedeschi invita i candidati a un giro di brevi spot elettorali: perché dovreste essere eletti?

Alessandro Padovani
Dopo aver prodotto ricerca, aver pubblicato più di 450 lavori e aver investito così tanto a livello personale, ci si deve mettere in gioco e portare agli altri le proprie risorse. L’Unibs è stata una grande crescita per me e quindi restituisco.
Investirò su quattro prorettori e voglio delle donne che mancano clamorosamente su questo palco.

Maurizio Memo
Invito alla riflessione: stiamo votando una persona e una persona deve essere in grado di fare tutte le cose emerse. Io ho chiesto e ribadito coerenza responsabilità e credibilità.
Bisogna avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità anche di fronte agli errori.
Di ricerca può parlare solo chi l’ha fatta veramente.

Rodolfo Faglia
Per chi lavora in università e gli elettori quali sono le parole d’ordine per migliorare il posto di lavoro? Pianificazione delle poche risorse e premialità sia a livello economico sia a livello pubblico.
Trent’anni fa mi laureavo e non sono più uscito dall’Università di Brescia: ne conosco i pregi e i difetti e sono di Brescia.

Riccardo Leonardi
In questo momento viviamo una crisi e diventa essenziale cercare non più di competere. La teoria dei giochi ci insegna che bisogna fare sistema.
Dobbiamo cercare di trovare le università che condividono la nostra visione e collaborare per uscire dalla crisi.
Dobbiamo costruire un’università a cui ciascuno sia fiero di appartenere, diffondendo i valori del territorio economico e culturale e della ricerca.

Saverio Regasto
Ho messo a disposizione la mia candidatura come primus inter pares per governare, non comandare.
La comunità fatta di studenti, personale tecnico amministrativo e docenti sia una comunità da governare nel tempo: cambiare passo conservando e innovando, a cominciare dallo statuto.

Maurizio Tira
Appello al voto non mi si confa. Siamo una comunità particolare, la mia candidatura nasce da un mix tra disponibilità e fiducia che mi hanno dato i colleghi.
Offro alla riflessione di chi oggi ci ascolta il mio programma, metto a disposizione il mio carisma per l’unità.
Quattro azioni fondamentali:
Rinnovare il rapporto di fiducia
Semplificare le procedure
Aumentare la partecipazione di tutte le componenti
Aumentare il senso di trasparenza.

Gianpaolo Beretta
Più del 70 % dei costi sono coperti con soldi pubblici, quindi è un bene pubblico che va tenuto al riparo da logiche industriali.
È un bene che siamo tanti candidati. Gli elevati profili rendono la scelta difficile, ma la scelta sarà all’altezza delle sfide: leggete programmi, informatevi dagli anziani, conosceteci e votate la persona giusta

Emilio Sardini
Sono a Brescia dal 1984: è stata un’esperienza fenomenale.
Ho vissuto la crescita con estrema passione e impegno, credo di avere acquisito una certa esperienza che metto a disposizione dei colleghi perché credo che il momento sia difficile ma la passione che abbiamo merita che ci mettiamo in gioco.

Claudio Teodori
Perché mi candido? Sono grato alla mia università e quindi vorrei restituire quello che ho avuto. Sono stato in tante posizioni, conosco bene il territorio e la città, metto a disposizione delle relazioni.
Credo nel confronto e nel dialogo, nella condivisione per lo sviluppo e una crescita qualitativa. Auspico regole trasparenti e condivise. I percorsi da compiere devono essere conosciuti in anticipo. Bisogna eliminare prassi consolidate che ci rendono la vita impossibile e ridurre la burocrazia.

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Se ci sarà un ballottaggio Piattaforma Civica ha già prenotato Massimo Tedeschi per un’intervista ai due candidati vera e propria, nella quale mettere in pratica le sue doti di finissimo giornalista. Buona campagna elettorale!  


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