Rettore: i candidati a confronto (2/3)


Scritto da administrator | giovedì, 28 aprile, 2016


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Verbali brevi dell'incontro tra i candidati alla carica di Rettore dell'Università di Brescia

Il secondo quesito del confronto pubblico tra i candidati rettore dell'Università di Brescia riguarda il posizionamento della nostra università e la competizione, le modalità di attirare gli studenti, le collaborazioni e l’internazionalizzazione.
Stesso ordine di risposta della prima domanda (alfabetico) e via.

Gianpaolo Beretta
Quando in tutta Italia le famiglie decidono in quale università iscrivere i figli, decidono per la vicinanza solitamente. Quindi per attrarre più studenti, la pubblicità deve essere sistematica.
In questo senso anche un Impegno costante del Comune per attrarre gli studenti è rilevante (per esempio con la messa a disposizione di alloggi, wifi libero e biblioteche aperte).
Trovare lavoro dopo la laurea è il problema maggiore, ma non si deve abbassare l’asticella promuovendo con più facilità perché la formazione deve essere rigorosa.
Sogna spazi per forme alternative di didattica, anche partecipativa. Non sarebbe contro i cosiddetti corsi di laurea aspri, cioè quelli dal programma formativo che si sviluppa lungo i percorsi tradizionali, ma che risultano più “aspri”, sia da un punto di vista metodologico che dei contenuti, perché vengono potenziate le capacità di analisi/sintesi e le conoscenze specialistiche.

Rodolfo Faglia
La questione dell’attrattiva si gioca su due fronti: attrattiva per studenti e attrattiva per finanziamenti e capitali.
Due parole nel suo programma sono dedicate a questo aspetto: impiegabilità e glocalizzazione.
Quanto all’impiegabilità, la collocazione dei nostri giovani nel mondo del lavoro deve essere favorita dalla cura di quattro aspetti fondamentali: istruzione come saper fare; professionalità, per crescere giovani abili e aperti; iniziativa, cioè la terza missione è creare nuclei di imprenditorialità; metodo (l’Università deve essere aperta non solo fornire nozioni).
La glocalizzazione ci impone di pensare locale, ma con la testa nel futuro e verso l’esterno. Agire localmente e pensare globalmente deve essere fonte di ispirazione, non bisogna concentrarsi nel piccolo, ma andare verso il mondo.

Riccardo Leonardi
Quali mezzi? Semplicemente unità per dare sostegno alla cultura e all'immaginazione e rispetto della persona.
Dobbiamo essere noi stessi, non copiare gli USA. La nostra storia è straordinaria, dobbiamo creare il nostro modello da ammirare.
È importante che la compagine amministrativa e i docenti siano strettamente legati con rispetto. Le esigenze reciproche vanno comprese. Il modello non si fonda solo sulla capacità dei giovani e dei docenti, ma anche sul coinvolgimento dello staff.
Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, formare i giovani proiettandoli in un contesto estero è sicuramente un plusvalore.

Maurizio Memo
Il professore è attualmente prorettore con delega anche all’internazionalizzazione quindi si sente particolarmente chiamato in causa da questo quesito.
“In una società che importa tubercolosi ed esporta diabete non possiamo essere insensibili all’internazionalizzazione”.
Abbiamo studenti stranieri che pagano di tasca loro per venire a Brescia adesso, ma prima non era così, non c’era neanche il sito in inglese: abbiamo migliorato tanto.
Per essere attrattiva, l’Università deve mettere ognuno in grado di fare il proprio mestiere.
Fa qualche conto sui milioni che si possono investire in progetti interdipartimentali, anche gestiti da studenti (come le barche).
Sogna di creare un fondo per attività didattiche innovative per docenti.

Alessandro Padovani
Per quanto riguarda gli studenti, viste le statistiche sugli iscritti e sugli abbandoni, bisogna migliorare la filiera e convincere gli studenti delle superiori ad andare all’università.
Interroghiamoci se la nostra offerta è adatta e che ruolo ha avuto la crisi. Per attrarre dobbiamo imparare dagli altri atenei. Inoltre la nostra offerta è residenziale, dobbiamo investire sulla formazione a distanza.
Se da un lato ciascuno di noi deve migliorare la propria capacità attrattiva cercando fondi, dall’altro le forze politiche devono migliorare la residenzialità, dare dei fondi per borse di studio e per alloggi. Dobbiamo investire sul multilinguismo, potenziando i corsi in inglese.

Saverio Regasto
Occorre partire dagli investimenti, perché abbiamo investito tutto nel progetto strategico di ateneo, anche se i risultati arriveranno nei tempi dovuti.
C’è stato altrettanto dinamismo sul fronte della didattica? L’Università Cattolica è più dinamica sull’offerta formativa.
L’Università non è solo un luogo di ricerca e trasmissione del sapere, ma è anche un ascensore sociale per confrontarsi con classe dirigente del paese (e ne abbiamo bisogno!)
Noi perdiamo il 6% degli iscritti…. Cosa fare? Riflettere e ripensare scelte sgradite dal territorio, ma soprattutto modernizzare l’offerta formativa. Le classifiche influenzano le scelte delle famiglie.
Dobbiamo anche domandarci se il livello di tassazione, elevato seppur in linea con quello delle altre università, sia compatibile con esigenze famiglie.

Emilio Sardini
Mancano le condizioni per essere attrattivi verso studenti e ricercatori perché non abbiamo risorse né fondi. Cita statistiche impietose per quanto riguarda l’investimento medio italiano nell’Università.
In attesa che la società civile abbia coscienza del danno cosa possiamo fare noi docenti? Deve essere più certa la prospettiva di carriera, bisogna facilitare nella preparazione della rendicontazione dei progetti, sollevare dalla burocrazia.

Claudio Teodori
Agli studenti dobbiamo far capire che studiare a Brescia è un orgoglio e dobbiamo esserne convinti tutti.
L’accesso all’università deve essere libero, quindi ci vogliono borse di studio.
Dobbiamo lavorare sulle politiche di placement e stage in collaborazione con le imprese.
Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, bisogna promuovere i corsi in inglese e spingere gli studenti all’estero.
L’Università deve essere vissuta: bisogna aprire le aule studio e le biblioteche.
La didattica va migliorata nelle aree con più studenti persi, bisogna intervenire sui metodi. I giovani non solo devono conoscere ma avere metodo e ragionare.
Dobbiamo valorizzare le nicchie di ricerca che ci sono , aumentando le borse di dottorato.

Maurizio Tira
Non ci possiamo esimere dal sottolineare che il rettore ha un ruolo nazionale a livello politico. Le università in Italia non hanno bisogno di riforme, ma di risorse. Bisogna superare il tema dei punti organico.
Per attrarre studenti è fondamentale migliorare la didattica, perseguire l’obiettivo del prestigio e della diversificazione, puntando magari anche su offerte interateneo.
È altresì importante sburocratizzare la vita dei docenti. Bisogna puntare al giusto bilanciamento del carico didattico (bisogna avere il tempo per le pubblicazioni!). Per essere attrattivi quindi è necessario investire sui professori e dare prospettive ragionevoli a chi ha merito per avanzamenti carriera.
Ultimo cenno all’inclusività: anche essere protettivi ed accoglienti coi più deboli è importante.


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