Botta e risposta


Scritto da admin | mercoledì, 20 maggio, 2015


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Su un giornale, su facebook? No, su un muro della città

Non è dato sapere fino a che punto si estenderà la disputa, ma è certo che nessuna delle due parti in lotta rinuncerà a darla vinta all’avversario. Le fazioni se le cantano “colpo su colpo” a suon di bomboletta. Pratica un tempo riservata ai bagni pubblici, perché fra numeri di donnine disponibili e scritte indecifrabili di writer alle prime armi, quante volte ci siamo imbattuti in motti anarchici, di estrema destra o sinistra con tanto di cancellazioni, modifiche e freccette che riportavano ulteriori frasi a effetto. Una battaglia “all’ultima scritta” fino a riempire l’intera parete: pugno nello stomaco per persone dotate di buon senso (oltre che di buon gusto), vero incubo per i bidelli. Ora il campo di battaglia si è esteso alle vie di Brescia. Dai bagni all’aria aperta, il risultato è che anche un muretto di una strada trafficata può farci tornare alla mente un cesso. La scritta di via Triumplina fa da sfondo alla rotonda che immette alla facoltà d’ingegneria ne è un esempio. Tutto comincia il 25 aprile con una frase inneggiante alla resistenza come “lutto nazionale” realizzata dai ragazzi di estrema destra (ma il raduno a Predappio sulla tomba del duce, per anni nostalgico rituale anti-resistenza, non è più in voga?).
La risposta non si fa attendere, immancabilmente in rosso e firmata M47: “Ora e sempre resistenza!”.
Naturalmente il motto precedente viene cancellato. Così, feriti nell’orgoglio, “i giovanotti neofascisti” tornano alla ribalta storpiando il motto in: “Ora zero desistenza”. Ancora i “rossi”: “Fasci appesi”, seguito da una falce-martello.
A confronto gli storici dibattiti fra Montanelli e Bocca riguardo alla resistenza sono carezze.
A quando una fine? (Grazie a Dio lo spazio è terminato). Hanno in programma di spostare la disputa su un altro muro?
Un’altra domanda sorge spontanea: ma questi sanno di cosa scrivono?


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