I rifiuti non sono tutti uguali


Scritto da admin | domenica, 21 dicembre, 2014


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La differenziata a Brescia è ferma secondo il rapporto ISPRA

Nel bel mezzo del dibattito sul metodo da introdurre a Brescia per la raccolta dei rifiuti, arriva il “Rapporto rifiuti urbani” pubblicato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).
Sono i dati ufficiali, elaborati da un ente statale che fa capo al Ministero dell’Ambiente, relativi alla produzione e alla raccolta differenziata sul territorio italiano.
E, stando a questi dati, nel 2013 Brescia ha conquistato il podio in Lombardia nella categoria “Produzione di rifiuti” (in città 131.263 tonnellate, 678 chili pro capite) mentre è terzultima quanto a scarti non differenziati (solo poco più del 38 per cento). Cioè, in pratica, a Brescia si scarta molto e si differenzia davvero poco.
La meta è la metà, si diceva in epoca ASM. Oggi non solo siamo ancora ben lontani da quel risultato ma, quel che è peggio, di anno in anno la meta si allontana, visto che la frazione differenziata, che nel 2011 a Brescia raggiungeva il 41 per cento della produzione, anziché aumentare, è diminuita.
La situazione merita una riflessione: perché, di fronte a una campagna mondiale volta a sensibilizzare nei confronti di una riduzione dei rifiuti, e di fronte a precise indicazioni della Comunità Europea che imponeva di raggiungere entro il 2012 la quota del 65 per cento di rifiuti differenziati, l’Italia si ferma a un modesto 42 per cento, e Brescia sta ancora al di sotto di tale percentuale?
Manca la percezione del problema, ai cittadini poco importa delle regole, oppure le iniziative per sensibilizzare la popolazione sono inefficaci?
Porta a porta, cassonetto a calotta o qualunque altra soluzione si adotterà, probabilmente non potranno migliorare di molto la situazione, finché non sarà cambiata nel profondo la mentalità, finché cioè i cittadini non differenzieranno i rifiuti con convinzione, perché è giusto farlo e non perché è obbligatorio. I rifiuti “itineranti” che dai paesi della provincia dove sono in vigore metodi di raccolta regolamentata vengono deposti accanto ai cassonetti di Brescia a “ingresso libero” dimostrano che, purtroppo, la strada da percorrere verso la meta è ancora piuttosto lunga.


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