Le palle di Arnaldo: il Bigio


Scritto da admin | domenica, 9 marzo, 2014


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Rubrica similseria a cadenza sconosciuta

Bigiamo insieme. Bigio….il mio collega di piazza Vittoria non poteva avere nomignolo più azzeccato.
E quale altro nome dare ad una statua sulla cui ricollocazione l’amministrazione preferisce “bigiare”?! Sì, lo so, a Brescia gli studenti che saltano di nascosto la lezione dicono “bruciare”, non “bigiare”, ma, se permettete, a me che son bruciato veramente nel 1155 questo termine sta un po’ sulle palle (di Arnaldo, ça va sans dire).
Certo, per avere diritto a diventare statua, come dice il mio amico Tito Speri dalla piazzetta omonima, devi come minimo aver passato una vita di merda tu, non averla fatta passare agli altri come nel caso dell’Era Fascista.
Ma dopo aver dato la possibilità di redimersi persino a Tommasino Buscetta non vogliamo concederla anche a un anonimo poveraccio tutto nudo, umiliato persino da un orrendo perizoma in vimini (altro che foglia di vite) che ne copre le pudenda?
Non ha forse già passato abbastanza tempo a Canossa? Sono sicuro che pur di allontanarsi dalla sua attuale residenza di via Rose, impestata dalla PCB, sarà disposto persino a indossare il berretto frigio e a gridare “Vive la republique!”.
Il sindaco aveva timidamente proposto di porre sul piedistallo vacante una copia della Vittoria Alata, ma quella poveraccia ha già dovuto subire l’onta di vedersi clonata dal Rotary per arredare una rotatoria sopra la tangenziale, non facciamole altro male.
E poi, suvvia, installare una statua simbolo dell’imperialismo romano in una piazza realizzata da chi sognava di rievocarne le gesta non avrebbe osato proporlo nemmeno il più irriducibile dei nostalgici.
Ha più senso la proposta del busto di Mario Rigamonti: issiamo una statua del concittadino Spillo Altobelli e cambiamo il nome da “Piazza della Vittoria” a “Piazza della Vittoria ai mondiali dell’82, visto che il calcio mette d’accordo tutti.
E comunque vi dico una cosa: il ruolo principale di noi statue non è altro che fare da toilette per i piccioni. Quindi smettiamola di procrastinare, rimettiamo su il Bigio e doniamo un nuovo vespasiano a quei maledetti uccellacci; sarà tutto molto metaforico e Garibaldi dalla sua piazza ne sarà eternamente grato.


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